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Sfide e obiettivi nel settore dell’educazione ambientale e dell’ecovolontariato

11 ore fa
Tempo di lettura: 7 min

Da piccolo, quando suonavo la batteria, mi immaginavo spesso di essere parte di una band e di far ballare la gente. E mi chiedevo: perché è così difficile trovare altri musicisti che vogliano suonare con me? Poi, all’improvviso, un chitarrista amico di amici mi invitò a suonare nella sua sala prove e il sogno divenne realtà. Una volta fondato il gruppo, sorsero però nuove domande: come si fa a trovare un palco? Quanto dovrei chiedere come cachet? Quale strumentazione tecnica devo fornire io e quale spetta all'organizzazione?


Il tempo passò e, piano piano, diedi una risposta a tutte quelle domande. E non ci riuscii solo per merito mio: fui fortunato perché furono le persone intorno a me a darmi gli elementi di risposta. Una barista che ci voleva a suonare nel suo bar, per esempio, ci propose un compenso adeguato e altri musicisti che conobbi nel tempo mi spiegarono cosa era giusto portarsi da casa e cosa invece si poteva chiedere all’organizzatore dell’evento. Più mi guardavo intorno, più capivo che le risposte erano già lì, bastava solo scovarle.


Sono passati gli anni, ma mi sono sentito di nuovo quel ragazzino pieno di domande anni dopo, quando per la prima volta ho dovuto organizzare dei progetti di ecovolontariato per Naturnetz. Gli obiettivi del mio lavoro erano chiari:


  • Organizzare progetti economicamente sostenibili di protezione e di educazione ambientale per scuole e aziende;

  • Impattare positivamente sulla biodiversità e la natura;

  • Garantire una riuscita professionale dei lavori;

  • Offrire contributi educativi di qualità ai partecipanti;

  • Ricercare partner disposti ad organizzare le attività con noi.

 

Ma come realizzare questi obiettivi? Per fortuna per rispondere potevo contare su una grande lezione appresa ai tempi della batteria: per creare un progetto non bisogna partire da zero o fare tutto da soli, basta guardarsi attorno e identificare altre persone con le tue stesse intenzioni… a cui manca un batterista per fondare la band!

Quello che dovevo fare era quindi ricercare le sinergie possibili tra i diversi attori e risorse già a disposizione nel campo dell’educazione e della protezione ambientale e fare sì che un elemento completasse l’altro. Ovviamente, essendo Naturnetz attiva nel campo della protezione ambientale da anni, alcuni elementi già li avevamo in seno all’associazione, ma altri erano da ricercare altrove.

Gli elementi da connettere o trovare erano:


  • Una band: ossia un gruppo affiatato di volontari;

  • Un palco: ovvero zone naturali che necessitavano di cura;

  • Un cachet: vale a dire dei finanziamenti che coprissero i costi di organizzazione e realizzazione delle attività, sia dal punto di vista pratico che da quello didattico;

  • Dei professionisti della musica: ossia specialisti del settore ambientale e dell’educazione in grado di definire i lavori, garantire la qualità dei contenuti didattici e della realizzazione dei progetti.

 

Il tema di questo articolo, si sarà capito, saranno proprio le sinergie nell’ambito dell’educazione ambientale e dell’ecovolontariato. Analizzeremo dapprima quali sono gli attori principali e quali prestazioni possono offrire e, in seguito, le principali sfide che ostacolano la collaborazione degli stessi, proponendo al contempo alcune possibili soluzioni.

 

I principali attori dell’educazione ambientale



I progetti di educazione ambientale hanno molteplici facce: vogliono avere sia un impatto ecologico – grazie allo svolgimento di lavori di conservazione –, sia un impatto didattico – grazie alla tematizzazione dei lavori con i partecipanti volontari.

Cercano quindi di soddisfare pubblici diversi: da una parte, troviamo i committenti e i finanziatori più focalizzati sulla realizzazione tecnica dei lavori e, dall’altra, le istituzioni scolastiche – ossia, i volontari – che mirano certo ad avere un impatto pratico, ma che vogliono anche capire come e perché il loro lavoro sia importante per la natura. Ci siamo poi noi, i realizzatori del progetto.


I principali attori dell’ecovolontariato


  • Uffici forestali ed enti pubblici: individuano le priorità del territorio, coordinano gli interventi, garantiscono il rispetto delle norme e mettono a disposizione il personale tecnico per i lavori più complessi.

  • Associazioni ambientali: trasformano i bisogni della natura in progetti concreti, gestiscono la logistica e collegano i vari partner, unendo la dimensione pratica a quella educativa.

  • Scuole: portano gruppi motivati, permettono ai giovani di scoprire il territorio e inseriscono il lavoro manuale in una cornice pedagogica. Mettono a disposizione tempo, energia e forza operativa, rendendo possibili interventi che altrimenti resterebbero sulla carta.

  • Proprietari, aziende agricole e realtà locali: conoscono a fondo il luogo, segnalano le necessità urgenti e garantiscono continuità agli interventi nel tempo.

  • Finanziatori: fondazioni e istituzioni pubbliche o private che mettono a disposizione il capitale necessario per garantire una gestione professionale dei progetti.

 

Mettere in rete una diversità tanto grande di attori con pochi legami tra loro e con finalità diverse è la vera sfida della nostra associazione e, per questo, è importante che ognuno di essi risulti soddisfatto. Fondamentale, è capire chi possiede le risorse e le competenze necessarie o se invece devono essere sviluppate da zero. E in tal caso, assicurarsi che venga fatto alle giuste condizioni.


E così ci mettiamo a cercare:

  • aree di intervento che necessitino di lavori realizzabili da non-specialisti,

  • a contattare professionisti del settore ambientale che decidano quali interventi realizzare,

  • a organizzare la logistica sul campo,

  • a cercare committenti che non vogliano soltanto che il lavoro sia fatto, ma che permettano che ci si prenda del tempo da dedicare alla didattica sul campo al costo di diminuire l’efficacia finale,

  • a sviluppare e reperire il materiale didattico adatto ad ogni pubblico,

  • a cercare i finanziamenti che permettano di coprire i costi di tutti i professionisti coinvolti,

  • a sviluppare i canali che mettano in contatto tutte le parte coinvolte, perché non sempre chi vuole lavorare, incontra chi di lavoro ne ha da offire.

  • In termini musicali, come detto poco sopra, biosgna quindi verificare la disponibilità: della band, del palco, del cachet, di strumenti e professionisti della musica.

 

Un esempio concreto: il piano d'azione in Valle di Blenio

Immaginiamo una situazione tipo: una scuola elementare della Valle di Blenio contatta Naturnetz cercando un progetto in zona. Quali sono le persone da contattare e le risorse da trovare?


Enti Locali e Territorio (il palco): 

  • Chi offre il lavoro adatto? Verifichiamo se il comune, il patriziato o un agricoltore locale dispongono di un'area d'intervento idonea all'età e al numero degli alunni. 

  • Chi prepara il terreno? Verifichiamo se l'ufficio tecnico locale è pronto a realizzare gli interventi preparatori necessari prima dell'arrivo del gruppo o se dobbiamo intervenire noi stessi.


I Finanziatori (il Cachet): 

  • Chi copre i costi professionali? Identifichiamo se le risorse per i professionisti coinvolti arriveranno dal comune stesso, da un fondo cantonale o da una fondazione privata.

  • Chi investe sulla sensibilizzazione? Accertiamo che i finanziatori siano disposti a coprire anche le ore dedicate alla didattica, che sono tecnicamente "improduttive" dal punto di vista del lavoro manuale, ma fondamentali per la scuola. Ci rivolgiamo quindi a fondazioni o a enti e fondi cantonali volti a sostenere progetti didattici.



Conduzione tecnica e didattica (i professionisti della musica):

Chi guida i lavori e i momenti didattici? In quanto associazione, siamo pronti a condurre i lavori proposti o dobbiamo richiedere l’intervento di altri attori esterni? Se necessario, sviluppiamo il materiale didattico adatto a tematizzare i lavori con ogni settore scolastico.


I volontari (La band): 

  • Chi realizza i lavori? Il gruppo di volontari è adatto a svolgere i lavori proposti? Può arrivare sul posto di lavoro o bisogna organizzare la logistica? Di cosa ha bisogno per svolgere i lavori?

  • Ci adoperiamo a mettere rendere le attività pratiche accessibili, allettanti e divertenti dal punto di vista didattico e mettiamo in contatto chi vuole lavorare, con chi ha bisogno di un intervento.

 

Il ruolo di associazioni come la nostra è quindi quello di trasformare un potenziale caos di domande in un progetto concreto, favorendo la comunicazione, l’organizzazione e lo scambio tra attori che altrimenti non riuscirebbero ad entrare in contatto tra loro.

 

Progetti di ecovolontariato accessibili e duraturi: sfide e possibili soluzioni

Creare questa rete non è sempre facile. E se lo è (relativamente) per interventi puntuali e isolati, ben più complesso è creare le condizioni per trasformare i progetti di ecovolontariato in realtà stabili e ripetibili. Ed è proprio questo il nostro obiettivo: rendere possibili sul lungo termine lavori complementari di tutela ambientale e offrire al maggior numero di persone la possibilità di acquisire sul campo una coscienza ecologica. Questa sfida si scontra principalmente con tre barriere:

 

1.     La Sfida Finanziaria (i costi invisibili)

  • Il problema: Coordinare la realizzazione di attività di volontariato ha costi vivi elevati (sopralluoghi, logistica, attrezzi, trasporti e sviluppo didattico, mediazione tra le parti).

  • La causa: I committenti locali (piccole realtà di montagna, agricoltori, patriziati) spesso non hanno budget sufficienti per coprire i costi dell'intero progetto, soprattuto il lato didattico.

  • La soluzione: Naturnetz agisce da intermediario per intercettare finanziamenti esterni (fondazioni e istituzioni) che coprano i diversi tipi di costi (organizzativi, realizzativi, didattici).

 

2.     La Sfida della Visibilità (il mancato incontro)

  • Il problema: Chi ha territori da curare non sa a chi rivolgersi e chi vuole aiutare non sa dove trovare i progetti.

  • La causa: Spessi i diversi attori non entrano mai in contatto nonostante la volontà reciproca di agire, rendendo estremamente laboriosa l’organizzazione del progetto.

  • La soluzione: Naturnetz si impegna da anni a costruire una rete di persone e una fiducia duratura nel tempo, trasformando ogni progetto riuscito nel motore del passaparola locale. Oppure, se ci sono a disposizione mezzi finanziari adeguati, lanciarsi in campagne pubblicitarie.

 

  1. La Sfida delle Competenze (multidisciplinarità e legittimità)


  • Il problema: Unire la tutela ambientale pratica (lavoro fisico) e gli stimoli teorici (educazione ambientale) richiede figure professionali diverse.

  • La causa: I volontari e i finanziatori cercano progetti completi, non semplice manovalanza.

  • La soluzione: Sviluppare un approccio integrato. Più l'associazione dimostra legittimità e competenza multidisciplinare, più il progetto diventa attrattivo per tutti.

 

Conclusioni: benefici della collaborazione e auspici per il futuro

Guardando al futuro, il nostro auspicio è che il lavoro di realtà come la nostra possa ottenere una risonanza e un riconoscimento sempre maggiore. Il vero obiettivo di Naturnetz – associazione senza scopo di lucro – non è solo proteggere l'ambiente in modo isolato, ma agire come facilitatore di contatti e sinergie in modo tale da permettere una maggiore diffusione della coscienza ecologica. E in un momento storico in cui il territorio e la natura sono sotto forte pressione antropica, lo sviluppo di reti di cooperazione stabili è vitale sotto diversi aspetti.


Per la natura, perché permette di:


  • Realizzare interventi necessari che altrimenti verrebbero lasciati in secondo piano.

  • Mantenere e tutelare habitat preziosi e rari sul lungo termine.

  • Ottimizzare l'uso delle risorse disponibili sul territorio.

 

Per i volontari, perché permette loro di:


  • Sperimentare un apprendimento pratico y sul campo.

  • Sviluppare una conoscenza profonda del proprio territorio.

  • Connettere la teoria scientifica con la pratica manuale.

  • Coltivare un forte senso di appartenenza e responsabilità ecologica.

 

Per tutti gli attori coinvolti, perché permette di:


  • Condividere liberamente competenze, strumenti e risorse.

  • Ridurre sensibilmente i costi logistici e di gestione.

  • Creare relazioni di cooperazione stabili e durature.

  • Sviluppare progetti complessi che nessuna realtà potrebbe realizzare individualmente.

 

Ovviamente, questo risultato non può essere raggiunto da una sola associazione e non siamo neanche così arroganti dal crederlo. E ci conforta sapere che un tale obiettivo è ricercato da una miriade di altre associazioni, enti, istituzioni ambientali e didattiche. Si pensi a ProNatura, a Grünwerk, a WWF, a Education21, alle istituzioni cantonali, alle piccole associazioni a tutela del derritorio e via dicendo. Ci auguriamo fortemente che in futuro, anche le sinergie tra gli attori attivi in questo campo si possano consolidare, in una rete di cooperazione volta a… far cooperare le persone!

 

Autore: Sergio Tringale

 

 
 
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