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Flora, fauna e funghi dei muri a secco: alcuni esempi e curiosità

  • 28 mag
  • Tempo di lettura: 8 min

Da millenni costruiti in ogni angolo del mondo, i muri a secco sostengono terrazzamenti, dividono campi e pascoli, abbelliscono il paesaggio e forniscono incredibili percorsi a ostacoli per bambini e bambine coraggiose. Ma forse non tutti sanno che oltre al loro valore strutturale, funzionale e paesaggistico, i muri a secco hanno anche una importante funzione ecologica. Sono infatti preziosissime e ricche nicchie di biodiversità: con un mosaico di habitat diversificato in pochi metri cubi, possiedono le caratteristiche  ideali alla crescita e alla sopravvivenza di un grande numero di piante e animali specializzati. Ma quali sono queste caratteristiche?   


Presenza di numerose fessure -

Costruiti senza alcun collante che vada a “tappare i buchi”, i muri a secco sono pieni di fessure, rientranze e buchi che offrono fondamentali rifugi e nascondigli a piccoli animali come rettili, anfibi, ragni e insetti. Da queste fessure nascono anche numerose piante che, non per nulla, sono chiamate “casmofitiche”.  L’etimologia di questa parola viene dai vocaboli greci chásma (ossia, “fessura” o “spaccatura”) e phyton ( ossia “pianta”) e descrive quell’insieme di piante che, crescendo in anguste nicchie, si sono adattate per riuscire a crescere in pochissimo terreno e con a disposizione una quantità molto scarsa di nutrienti.

 

La forte similitudine con habitat naturali 

I muri a secco sono spessissimo costruiti con materiale naturale proveniente dalle immediate vicinanze. I sassi utilizzati erano infatti spesso il risultato della pulizia dal materiale indesiderato che si trovava nei campi e nei pascoli: le rocce presenti erano infatti un intralcio per le bestie oltre che a sottrarre prezioso spazio coltivabile. I muretti in pietra offrono inoltre condizioni di vita paragonabili a formazioni naturali come pietraie, pareti rocciose o mucchi di pietra. Si può quindi affermare che, pur essedo una creazione antropica, i muretti siano habitat seminaturali perfettamente integrati nel paesaggio. Si consideri inoltre che alcuni muri resistono da secoli: la loro longevità li ha ormai integrati in maniera coerente nel contesto naturale nel quale sorgono.

 

Una varietà di habitat differenti nello spazio di pochi metri quadrati

Cambiamenti di temperatura e umidità in un muro a secco.  (Fonte: Stoll, G., Ecology of dry stone walls, p. 3, 2004.)
Cambiamenti di temperatura e umidità in un muro a secco.  (Fonte: Stoll, G., Ecology of dry stone walls, p. 3, 2004.)

Come detto i muri a secco offrono habitat per le esigenze più diverse: pareti soleggiate, calde e secche perfette per i rettili oppure nicchie ombreggiate, umide e fresche adatte ad anfibi, insetti o aracnidi. La combinazione di questi habitat, inoltre, mette spesso in contatto specie animali e floreali connesse le une alle altre: prede e predatori, produttori e consumatori abitano a pochi metri di distanza, creando connessioni uniche e vitali.


Un altro aspetto rilevante a riguardo è il fatto che i muri assorbono calore durante il giorno, che rilasciano poi in modo graduale durante la notte, offrendo ripari “termici” notturni e favorendo così determinate specie di piante.           


 

Gli abitanti dei muri a secco: tra piante commestibili, animali preistorici e indicatori di aria pulita

Ma quali forme di vita popolano i muri a secco? Ovviamente, lo scopo di questo articolo non è rispondere in maniera esaustiva a questa domanda. Vogliamo però portarvi alla scoperta di alcune specie proponendo una selezione di specie animali, funginee e vegetali dalle caratteristiche interessanti e curiose.

Se vi mettete alla ricerca di queste specie, però, ricordate che non tutte si trovano dappertutto: ogni muro è diverso! Per esempio, il tipo di pietra utilizzato per la costruzione del muro gioca un ruolo fondamentale: le pietre calcaree favoriscono piante che amano terreni basici come la borracina bianca o il sempervivum tectorum, mentre il granito – più acido – offre condizioni migliori per muschi o licheni. Anche l’esposizione gioca un ruolo fondamentale: le lucertole si trovano infatti più comunemente sui muri caldi e assolati esposti a Sud, mentre anfibi e molluschi prediligono muri umidi e freschi esposti a Nord. Ecco, abbiamo detto tutto (o quasi): ora godetevi la carrellata!

 

Le erbe commestibili dei muri a secco

Ahhhhhh, mangiare, che bello! Se ti mancano gli ingredienti, non dimenticarti di gironzolare lungo i muri a secco della tua regione, perché potresti trovarci queste prelibatezze:

 

Origano comune, Origanum vulgare
Origano comune, Origanum vulgare

Origano comune, Origanum vulgare

L’origano comune cresce su muri calcarei e detesta l’umidità. È una pianta aromatica con foglioline opposte ed ovali lunghe tra gli 1 e i 4 cm e che puoi trovare tra le fessure o ai piedi dei muri a secco. Le corolle dei suoi fiori sono tra il rosa e il rossastro e le sue antere sono viola. È riconoscibilissimo dal suo caratteristico odore.

 

Usi culinari: le infiorescenze essiccate dell’origano sono ottime sottoforma di tisana mentre le foglioline, sempre essiccate, si possono usare per condire insalate.

 

Proprietà: tra le altre cose, l’origano aiuta nella digestione, ha funzioni antisettiche, antiossidanti ed espettorante e sotto forma di infuso aiuta a combattere il mal di gola, il catarro e la tosse. 

 

Curiosità: per gli antichi greci, l’origano era associato alla dea Afrodite e lo consideravano un simbolo di gioia e felicità. Durante i matrimoni, ad esempio, veniva intrecciato in corone come simbolo di buon auspicio.

 

Falsa liquirizia, Polypodium vulgare
Falsa liquirizia, Polypodium vulgare
Falsa liquirizia, Polypodium vulgare

Il polipodio volgare, o falsa liquirizia, è una felce che cresce spesso nelle nicchie più umide dei muri e predilige suoli acidi. Le sue fronde sono lunghe fino a 40 cm e sulla pagina inferiore si trovano due file di sori tondeggianti – le strutture che permettono la produzione di spore – di colore giallo o arancione.

 

Usi culinari: Il rizoma del polipodio veniva spesso masticato dai contadini e dai pastori per il suo moderato quantitativo di zuccheri e per il suo piacevole gusto simile a quello della liquirizia. Questo sapore tipico che accomuna le due piante è dato dalla presenza di molecole di glicirrizina, un principio attivo.

 

Proprietà: la glicirrizina presente nel polipodio ha qualità   antinfiammatorie, espettoranti, lenitive per gola ed è leggermente antivirale e antibatterica. Funziona inoltre da lassativo leggero e favorisce la digestione.

 

Aglio selvatico, diverse specie
Aglio selvatico, diverse specie

Aglio selvatico, diverse specie

Alcune specie di aglio montano si sono adattate alle condizioni dei muri a secco. Le piante appartenenti a questa famiglia emanano spesso il tipico odore di aglio quando vengono calpestate o stropicciate e le infiorescenze possono assumere diversi colori: bianche, verdastre, rosate oppure violacee.

 

Proprietà: l'aglio è ricco di allicina, una sostanza con proprietà antibatteriche, antivirali e antiossidanti. Stimola inoltre la circolazione sanguinea.

 

Curiosità: nel folklore montano, l’aglio era considerato una pianta protettiva, magica ed energizzante. Anche in ragione del suo forte odore, era considerato un amuleto contro spiriti maligni, malattie e sventure. Spesso, adornava le baite o veniva portato addosso durante gli spostamenti.

 

La succulenta più famosa dei muri a secco


Semprevivo o barba di Giove, Sempervivum tectorum
Semprevivo o barba di Giove, Sempervivum tectorum

Semprevivo o barba di Giove, Sempervivum tectorum

Il semprevivo adora luoghi poveri di sostanze nutritive, secchi e le fessure dei muri soleggiati esposti a Sud. Le sue foglie carnose immagazzinano acqua e riesce così a sopravvivere a lungo anche in condizioni estreme.

 

Usi culinari: Le sue foglie più giovani e i germogli sono commestibili e sono usati nelle insalate alle quali donano un sapore amarognolo.  

 

Proprietà: Il succo delle foglie può essere applicato su piccoli tagli e ferite per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e cicatrizzanti.

 

Curiosità: il nome deriva dal suo aspetto (le sue rosette dense e appuntite ricordano una barba irsuta) e perché associato al dio romano Giove, signore dei fulmini e del tuono. Crescendo spesso e volentieri anche sui tetti in pietra delle abitazioni, era considerato una protezione contro, appunto, il colpire dei fulmini e i rischi di incendio.

 

Le piante casmofitiche: colonizzatrici di muri a secco

Le piante casmofitiche sono piante che sono riuscite a adattarsi a condizioni ambientali estreme: pochissimo substrato, scarsità d’acqua, forte insolazione, sbalzi termici, vento e carenza di nutrienti nel terreno. Ma quali strategie evolutive sono riuscite a mettere in atto? Per far fronte a queste condizioni, hanno sviluppato:


  • Radici profonde che riescono a penetrare in profondità nelle fessure, raggiungendo il suolo e mantenendo la parte aerea esposta al sole;

  • Una crescita lenta data dalla scarsità di nutrienti e acqua del terreno su cui crescono e che permette loro di mantenere una stabilità strutturale durante la crescita, evitando gli shock.

  • Foglie piccole o succulente. Le piante “succulente” sono piante capaci di immagazzinare, durante le precipitazioni, riserve d’acqua in tessuti cellulari specializzati chiamati parenchimi acquiferi. L’acqua immagazzinata viene poi liberata e consumata nei periodi di siccità, permettendo la loro sopravvivenza. Le piante succulente hanno spesso foglie carnose, fusti gonfi e un aspetto “grasso”: sono infatti anche comunemente conosciute come “piante grasse”.

 

Licheni, indicatori di qualità sui muri a secco

 

Parmelia, Parmelia sulcata

La Parmelia è uno dei licheni più comuni d’Europa e si incontra facilmente sui muri a secco più antichi. Ha un colore grigio chiaro o argenteo e la superficie delle sue foglie è attraversata da piccole creste e solchi biancastri. In latino, il vocabolo sulcata significa infatti “incisa, solcata”. Ama la luce diffusa e un’umidità atmosferica limitata.

 

Curiosità: se vivi in un lugo dove cresce la Parmelia, sii felice perché… l’aria che respiri è (relativamente) pulita! La Parmelia, come molti altri licheni, è infatti un ottimo bioindicatore: non riesce a crescere nelle zone dove l’aria è molto inquinata!

 

Molluschi

chiocciola della pietre, Helicigona Lapicida
chiocciola della pietre, Helicigona Lapicida
In foto una chiocciola della pietre, Helicigona lapicida

Anche tanti molluschi sono amanti dei muri a secco e della loro ampia offerta di ripari, nicchie e umidità. Ovviamente non parliamo di polpi, cozze e seppie, ma di chiocciole e limacce.

Le chiocciole in particolare apprezzano i muri calcarei perché… offrono loro il materiale ideale per costruire la loro casa! I muri in pietra calcarea, infatti, dopo le piogge o semplicemente con il passare del tempo, rilasciano carbonato di calcio nell’ambiente. Le chiocciole, grazie alla loto lingua abrasiva, lo raschiano e lo ingeriscono grazie e, una volta assorbito, permette loro di formare, rafforzare e inspessire la casa che portano sul dorso.

 

Il toporagno, Sorex araneus 
Il toporagno, Sorex araneus 

Predatori delle fessure

Il toporagno, Sorex araneus 

Uno dei più diligenti e operosi predatori dei muri a secco è sicuramente il toporagno, che nonostante il nome, appartiene alla famiglia di ricci e talpe e non a quella dei topi (e nemmeno a quella dei ragni, ovviamente).

 

I muri a secco sono ideali per lui, perché oltre che a trovare rifugi umidi, offrono anche un consistente numero di prede, in particolare insetti e invertebrati.

 

Curiosità: alcuni toporagni riescono a produrre un veleno che immobilizza le prede. Una vera e propria rarità nel mondo dei mammiferi!

                                                                 

 

Ecco, abbiamo finito! Ma come, di già? Non preoccupatevi: trovate tante altre informazioni sulle piante dei muri a secco in questo nostro video:




Vi lasciamo infine con un invito e una raccomandazione.


L’invito:

se avete un muro a secco in giardino, non lasciate che si interri e, se è un po’ in rovina, non rinforzatelo con cemento o malta! Oltre a non essere soluzioni durevoli – la malta e il cemento hanno una durata di vita strutturale molto più limitata di un bell’incastro a secco tra due sassi! – questi leganti tappano completamente le fughe, riducendo di molto l’abitabilità e la biodiversità del muro.


La raccomandazione:

Se volete sapere come si costruisce un muro a secco, abbiamo la guida giusta per voi. Eccola qui! Muri a secco: perché ne servono di più e come realizzarli

 

Autore:

S. Tringale, capoprogetto Educazione ambientale, Associazione Naturnetz Ticino.

 

 

Bibliografia

Barker, G.M. (2001) The Biology of Terrestrial Molluscs. CABI Publishing.

Grieve, M. (1931). A modern herbal. Jonathan Cape.

Hawksworth, D. L., & Rose, F. (1970). Qualitative scale for estimating sulphur dioxide air pollution in England and Wales using epiphytic lichens. Nature, 227, 145–148.

Marzell, H. (1943–1979). Wörterbuch der deutschen Pflanzennamen (5 vols.). S. Hirzel.

Pro Natura Ticino. (n.d.). Muri a secco. Retrieved May 19, 2026, from https://www.pronatura-ti.ch/it/consigli-muri2022-04-dossier-didattico-chiocciole-lumache.pdf

Stoll, G. (2004). Pflanzen an Trockenmauern. Stonewall’s

 

Link Utili

Associazione svizzera di muratura a secco SVTSM: https://www.svtsm.ch/it 

Associazione Svizzera dei Costruttori di muri a secco - Sezione Ticino: https://www.ascmsst.ch/

Sito dedicato ai muri a secco: dalle tecniche di costruzione alle specie che li abitano: https://www.stonewalls.ch/ 

 

 

 

 
 

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